L'Antidote - "The Orchard" e "Rosée": dopo Pomegranate, disponibili i singoli che anticipano l’uscita del disco d’esordio self-titled

L'Antidote - "The Orchard" e "Rosée": dopo Pomegranate, disponibili i singoli che anticipano l’uscita del disco d’esordio self-titled. Sono usciti venerdì 21 marzo – su tutte le piattaforme digitali – The Orchard e Rosée (Ponderosa Music Records), due nuovi singoli che fanno da apripista all’uscita del disco d’esordio S/T, un nuovo progetto dal sapore mediorientale che vede Redi Hasa al violoncello, Bijan Chemirani alle percussioni e Rami Khalifé al pianoforte. L’Antidote è stato anticipato da Pomegranate (28 febbraio), brano che ha permesso al trio di porre le fondamenta per un messaggio di armonia e unione tra culture diverse, tema ricorrente all’interno di tutto il progetto. Con The Orchard e Rosée si pongono come un viaggio nel suo ricco panorama musicale.
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L'Antidote - "The Orchard" e "Rosée"
Disponibili dal 21 marzo i singoli che anticipano l’uscita del disco d’esordio self-titled L’Antidote”
Sono usciti venerdì 21 marzo – su tutte le piattaforme digitali – The Orchard e Rosée (Ponderosa Music Records), due nuovi singoli che fanno da apripista all’uscita del disco d’esordio S/T, un nuovo progetto dal sapore mediorientale che vede Redi Hasa al violoncello, Bijan Chemirani alle percussioni e Rami Khalifé al pianoforte.
L’Antidote è stato anticipato da Pomegranate (28 febbraio), brano che ha permesso al trio di porre le fondamenta per un messaggio di armonia e unione tra culture diverse, tema ricorrente all’interno di tutto il progetto. Con The Orchard e Rosée, prosegue l’intento di familiarizzare il proprio pubblico alle tematiche che chiave del disco, ponendosi come un viaggio nel suo ricco panorama musicale. (https://open.spotify.com/intl-it/album/6kYhCI7ej36fBK0OrOlXso)
The Orchard dipinge un paesaggio musicale che si dispiega come un ampio orizzonte, in cui i suoni si rincorrono e si intrecciano in una danza ossessiva. Il pianoforte, lieve e persistente, traccia il contorno di spazi vasti, mentre lo zarb, con il suo timbro profondo e percussivo, aggiunge un tocco di mistero. Questo dialogo delicato e a tratti inquietante apre la scena, ma è solo quando il violoncello irrompe, con i suoi tormenti lirici e tempestosi, che il paesaggio musicale prende vita. La sua presenza sconvolge l'armonia iniziale, portando con sé una tempesta emotiva che si scontra con la serenità del panorama. Un contrasto tra luce e ombra, dove ogni nota sembra segnare un confine tra ciò che è visibile e ciò che è nascosto. Dall’altro lato Rosée solleva il velo su un'atmosfera che trascina l'immaginazione verso i più lontani e misteriosi angoli dell'Oriente, dove l'aria stessa sembra impregnarsi di leggerezza e segreti. Un mondo sospeso, avvolto in una nebbia esotica, che stimola i sensi a esplorare paesaggi lontani e sconosciuti. Tra suoni arcani e immagini sfuggenti, ogni elemento sembra richiamare l'enigma di terre lontane, dove il tempo si dilata e ogni sguardo rivela un nuovo orizzonte da scoprire.
L’Antidote è un incontro tra sonorità, mondi e culture geograficamente distanti tra loro si traduce in una sinergia musicalmente inedita. Un viaggio sensoriale che assapora il fascino impervio di città e paesaggi remoti, restituendo immagini, sapori e colori differenti nell’immaginario dell’ascoltatore. Nove tracce collegate da un fil rouge emozionale che sfocia in un’analisi meditativa che rispecchia l’animo di ognuno dei musicisti. Un conglomerato di sonorità ricercate, a tratti estatiche, per certi versi ipnotiche e leggermente cupe vengono esplorate sapientemente attraverso gli strumenti del trio.
Pomegranate si fa portavoce di un messaggio di armonia e unione, tema ricorrente all’interno di tutto il disco. Fin dalle origini, il melograno simboleggiava l’idea di unità nella diversità poiché i suoi chicchi, nonostante siano essi l’uno separato dall’altro, convivono all’interno di un’unica “casa”. Analogamente alla struttura del frutto, la musica di questo trio celebra la coesione tra le loro differenze culturali, costruendone un punto di fusione.
Un incontro tra sonorità, mondi e culture geograficamente distanti tra loro si traduce in una sinergia musicalmente inedita. Un viaggio sensoriale che assapora il fascino impervio di città e paesaggi remoti, restituendo immagini, sapori e colori differenti nell’immaginario dell’ascoltatore. Dieci tracce collegate da un fil rouge emozionale che sfocia in un’analisi meditativa che rispecchia l’animo di ognuno dei musicisti. Un conglomerato di sonorità ricercate, a tratti estatiche, per certi versi ipnotiche e leggermente cupe vengono esplorate sapientemente attraverso gli strumenti del trio.
Nota biografica:
Percussionista di origine iraniana, Bijan Chemirani ha imparato a suonare lo zarb con il padre Djamchid Chemirani e il fratello Keyvan. La sua carriera inizia molto presto, tra concerti e diverse registrazioni con musicisti del calibro di Ross Daly, Dariush Talai, Ballaké Sissoko, Jean Guihen Queyras, Sylvain Luc, Sting, Socrates Sinopoulos, Serge Teyssot Gai, Renaud Garcia Fons e motli altri. All'età di ventidue anni incide il suo primo album, “Gulistan, jardin des roses”, ad Atene e Marsiglia, con Ross Daly.
Libanese di origine, Rami Khalifé nasce tra i tumulti della guerra civile a Beirut. Sebbene sia noto soprattutto per la sua rivisitazione dei classici, è stato solista al fianco di alcune delle orchestre più prestigiose del mondo, tra cui la Globalis Orchestra, la Qatar Philharmonic Orchestra e la Liverpool Philharmonic Orchestra. Attraverso una musica tanto eclettica quanto audace, Rami si è affermato come uno dei giovani compositori più influenti del XXI secolo. La sua carriera lo ha visto anche produrre colonne sonore per film e documentari. Il Daily Star lo ha definito come “un musicista di estremo calibro e di pura espressione... una gradita deviazione sperimentale dalla norma odierna e nel mondo relativamente conformista della composizione classica”.
Nato in una famiglia di artisti, il violoncellista e compositore albanese Redi Hasa ha iniziato a studiare il violoncello all'età di sette anni. Il suo primo album solista, The Stolen Cello, lo ha visto confrontarsi faccia a faccia con questo strumento, instaurando con esso un rapporto molto profondo che emerge in ogni traccia del disco. Il suo secondo lavoro in studio, My Nirvana, è un album che analizza un percorso di scoperta e analisi verso il “cuore grunge” del suo modo di fare musica, rendendo omaggio a una band al quale è motlo legato. Nella sua carriera ha collaborato con Kocani Orkestar, Boban Markovic, Bobby McFerrin, Paolo Fresu e dal 2012 è membro della band di Ludovico Einaudi.
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